2 giugno a Roma: Fuga dei cavalli per l’esplosione dei fuochi d’artificio, parla il comandante della Polizia Locale

L’esplosione dei fuochi d’artificio che ha fatto imbizzarrire i cavalli in fuga sulla via Cristoforo Colombo tra venerdì e sabato “è stato un gesto sciocco, che si ripete da anni ma non per mano di appartenenti al corpo e non è mai avvenuto nulla. Purtroppo stavolta ci sono state conseguenze. Questo non esime dalle responsabilità chi ha commesso il fatto. Sono incolpati della conseguenza di quei fuochi d’artificio”.

Lo ha detto il comandante della polizia locale di Roma Capitale, Mario De Sclavis, in merito all’incidente provocato dall’accensione di fuochi d’artificio da parte di un vigile urbano in compagnia di altri colleghi, che ha innescato la fuga di 30 cavalli durante le prove della parata del 2 giugno.

A chi gli chiedeva cosa fosse andato storto il Comandante ha risposto: “Il caso. La iella. Questa usanza va avanti da anni, c’è qualche plotone che spara i fuochi durante le prove. I fuochi non sono stati sottratti da alcun sequestro, sono fuochi di una libera batteria, acquistati, durati solo alcuni secondi. Sono tutti ragazzi che vivono insieme per un mese, fanno le prove e la sera della fine delle prove festeggiano questo periodo con un momento conviviale, da qualche anno è stato aggiunto lo sparo dei botti, è una malsana usanza”.
“Lo hanno fatto con tutta l’ingenuità del mondo, ma non per questo non pagheranno per quello che hanno fatto”, ha aggiunto.

Intanto sul caso dei Cavalli in fuga il Codacons presenta oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti del Lazio in cui si chiama in causa anche il corpo della Polizia Locale. “Abbiamo deciso di investire la magistratura penale e quella contabile affinché accertino le responsabilità sia dei singoli, sia dell’intero corpo di polizia. – spiega il Codacons – Chiediamo alla Procura di Roma di aprire una indagine alla luce delle possibili fattispecie di lesioni colpose, in relazione ai danni fisici riportati da alcuni militari dell’esercito e agenti delle forze dell’ordine, e maltrattamento di animali, in base all’art. 544 ter del codice penale”.

Nell’esposto del Codacons si chiede di accertare le responsabilità penali dei 4 vigili urbani che, secondo le ricostruzioni, sarebbero coinvolti direttamente nell’incidente ma anche dell’intero corpo della Polizia Locale, verificando se l’accensione dei fuochi d’artificio sarebbe una tradizione “tollerata” da anni.

L’associazione ha deciso inoltre di investire della questione anche la Corte dei Conti del Lazio, affinché verifichi eventuali danni erariali, considerati i costi sostenuti dalle amministrazioni pubbliche per la gestione dell’emergenza, l’impiego straordinario di personale e mezzi, le cure e l’assistenza prestate ai soggetti feriti, gli eventuali risarcimenti dovuti a terzi.

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