Addio a Don Antonio Mazzi, il prete di strada che combattè la droga

Si è spento oggi, all’età di 96 anni, Don Antonio Mazzi, sacerdote ed educatore, fondatore della Fondazione Exodus, che ne ha confermato la scomparsa, avvenuta nella sua casa all’interno del Parco Lambro a Milano. Nato a Verona il 30 novembre 1929, dopo gli studi di teologia e filosofia approfondì psicologia, psicoanalisi e pedagogia per comprendere meglio i problemi dell’età evolutiva. Trasferitosi a Milano nel 1979 per dirigere l’Opera Don Calabria, entrò in contatto con la diffusione dell’eroina proprio nell’area del Parco Lambro, esperienza che segnò l’inizio del suo impegno per l’eradicazione di questa piaga sociale e giovanile. Il metodo di Don Mazzi trasformò le terapie residenziali allora dominanti nel recupero dei tossicodipendenti in una pedagogia itinerante, quella delle carovane, fondata sull’idea del camminare insieme: nel 1985, con gli operai della Rizzoli e un gruppo di genitori, diede vita alla prima Unità Mobile, anticipando le attività di strada. Nel 1989 aprì uno sportello “SOS” alla Stazione Centrale di Milano, poi replicato anche a Napoli e Roma. Il 9 agosto 1996, con decreto del presidente della Repubblica, il Progetto Exodus si trasformò in Fondazione Exodus, arrivando a contare una trentina di centri in Italia e all’estero.

elle ultime settimane le condizioni di Don Mazzi si erano aggravate, segnate da alcuni ricoveri in ospedale e da continui alti e bassi. Fino all’ultimo la sua unica richiesta era di non essere lasciato solo, e i suoi ragazzi e collaboratori gli sono rimasti accanto in Cascina. Il vicepresidente della Fondazione Exodus, Franco Taverna, ha dichiarato: “Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario, un ‘prete matto, borderline’ come amava definirsi”. L’assessore al Welfare del Comune di Milano, Lamberto Bertolé, ha scritto sui social che con la sua vita Don Mazzi ha insegnato che dietro ogni ragazzo in difficoltà c’è prima di tutto una persona da incontrare, ascoltare e accompagnare. “Oggi non perdiamo soltanto il fondatore di Exodus, ma un uomo straordinario che ho avuto la fortuna di conoscere, stimare e chiamare amico – racconta il presidente della Regione Lombardia, Antonio Mazzi. Nel corso degli anni il nostro rapporto è cresciuto attraverso tanti incontri, confronti ed esperienze condivise. Ho sempre ammirato la sua capacità di guardare oltre le difficoltà, di non arrendersi mai e di restituire speranza a chi la vita aveva messo più duramente alla prova”. La camera ardente sarà allestita presso la storica sede di Exodus, Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro, mentre i funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto alle 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

 “La scomparsa di Don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Se ne va un sacerdote capace di camminare accanto agli ultimi, di abbracciare le fragilità senza giudicarle e di riconoscere una speranza anche nelle esistenze più ferite. È stato uno dei primi sacerdoti a entrare nelle case degli italiani attraverso la televisione, utilizzando un linguaggio diretto, umano, a volte provocatorio, ma sempre autentico. Non cercava la visibilità: cercava le persone, soprattutto quelle che si sentivano sole, perdute o dimenticate. Con Exodus ha restituito una strada, una famiglia e una possibilità a migliaia di giovani. Ci ha insegnato che ogni vita vale, anche quando sembra spezzata, e che il dolore e la sofferenza non sono una condanna senza fine”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. “‘Non permettiamo che vinca il pessimismo’, diceva. Oggi queste parole diventano la sua eredità più preziosa e il modo migliore per salutarlo: continuare a credere nelle persone, non arrendersi dinanzi alle loro cadute e non considerare mai nessuno irrecuperabile. Alla famiglia, alla comunità religiosa, alla Fondazione Exodus, ai suoi ragazzi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo il cordoglio e l’abbraccio più sincero della Regione Lazio. Grazie, Don Antonio, per avere trasformato la fede in una carezza concreta e la speranza in una possibilità di rinascita” ha aggiunto.

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