Addio a Emma Bonino, aveva 78 anni

Storica figura del Partito Radicale, più volte parlamentare e commissaria europea, fu anche candidata alla presidenza della Repubblica

Bonino nasce a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948. È al fianco di Marco Pannella che costruisce la propria carriera politica, diventando negli anni una delle figure simbolo del radicalismo italiano. Il suo impegno attraversa decenni di battaglie civili, dalla mobilitazione per il diritto all’aborto negli anni Settanta fino al contributo dato, tra gli anni Ottanta e Novanta, alla nascita della Corte penale internazionale.

Nel 2015 Bonino aveva reso pubblica la propria diagnosi di microcitoma polmonare, un tumore ai polmoni, dichiarandosi guarita nel 2023. Negli ultimi due anni era stata ricoverata più volte per problemi respiratori, a ottobre 2024 e a novembre 2025. Lunedì 7 settembre era stata nuovamente ricoverata in seguito a una crisi respiratoria all’ospedale Santo Spirito di Roma, prima di essere trasferita, il giorno successivo, in una struttura privata.

A darne notizia sono stati i Radicali, che l’hanno voluta ricordare come una delle voci più coraggiose e libere della politica italiana e internazionale, sottolineando come la sua eredità continuerà a rappresentare un punto di riferimento.

Il percorso politico di Bonino prende avvio negli anni Settanta, con l’adesione al Partito Radicale e la partecipazione alle campagne referendarie sui diritti civili, dall’aborto al nucleare. Nel 1976, appena ventottenne, viene eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati, dove sarà confermata in diverse legislature successive.

Nel 1978 figura tra i fondatori di Food and Disarmament International, organizzazione impegnata nella lotta contro la fame nel mondo. L’anno dopo il suo impegno assume una dimensione europea: nel 1979 viene eletta al primo Parlamento europeo scelto a suffragio universale diretto, entrando a far parte della commissione Energia e ricerca. Sarà poi rieletta a Strasburgo nel 1984, mantenendo in parallelo più mandati alla Camera.

Tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, l’attività di Bonino assume una proiezione sempre più internazionale: ricopre la presidenza del Partito Radicale Transnazionale dal 1991 al 1993, per diventarne poi segretaria fino al 1994.

Tra il 1995 e il 1999 Bonino ricopre l’incarico di commissaria europea, un ruolo che ne consolida il profilo di figura di riferimento dell’europeismo italiano. Nel corso della sua carriera viene candidata per tre volte alla presidenza della Repubblica.

Nel 2006 diventa la prima esponente radicale a ricoprire un incarico ministeriale, nel secondo governo Prodi. L’esperienza di governo si ripete nel 2013, con il governo Letta. Nel 2017 fonda +Europa, il movimento politico con cui prosegue il proprio impegno negli anni più recenti.

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