Match vibrante in Coppa Italia che termina in parità e che lascia tutto ancora aperto per il ritorno a Bergamo il prossimo 22 aprile
Allo stadio Stadio Olimpico, Lazio e Atalanta chiudono sul 2-2 al termine di una sfida giocata a ritmi elevati e caratterizzata da continui ribaltamenti di fronte. Davanti a poche migliaia di spettatori e con il tifo della Curva Nord a farsi sentire da fuori lo stadio a causa della contestazione nei confronti della Società, la formazione biancoceleste approccia il match con determinazione, cercando fin dalle prime battute di imporre il proprio possesso e sfruttare le corsie laterali. L’Atalanta, dal canto suo, risponde con aggressività e verticalizzazioni rapide, confermando la propria identità di squadra dinamica e ben organizzata.
Il primo tempo si sviluppa su binari di grande equilibrio. Dopo una fase iniziale di studio, la gara si accende con occasioni da entrambe le parti. La Lazio trova il vantaggio grazie a un’azione costruita con pazienza e finalizzata con precisione, finalizzata da Dele-Bashiru dopo un bellissimo tocco smarcante di Daniel Maldini. La reazione atalantina, però, non si fa attendere: la squadra bergamasca alza il baricentro e ristabilisce la parità con una manovra rapida e incisiva che sorprende la retroguardia capitolina.
Nella ripresa il copione resta invariato, ma cresce ulteriormente l’intensità agonistica. La Lazio torna avanti sfruttando una situazione favorevole in area di rigore, dimostrando lucidità nei momenti chiave con il ritorno al gol di Dia. Ancora una volta, tuttavia, l’Atalanta si dimostra formazione solida e mentalmente pronta: il pareggio arriva al termine di un’azione insistita che premia la determinazione degli ospiti.
Il 2-2 finale fotografa piuttosto bene l’andamento di una partita equilibrata, combattuta e mai scontata. Entrambe le squadre hanno mostrato qualità tecniche e carattere, alternando fasi di dominio a momenti di sofferenza. Per la Lazio resta il rammarico di non aver saputo difendere il doppio vantaggio, mentre l’Atalanta esce dall’Olimpico con la consapevolezza di aver saputo reagire con personalità, e di avere un qualcosa in più in vista del ritorno a Bergamo ad aprile.







