Durante l’ondata di calore in corso, Greenpeace e Cgil hanno condotto un’attività di monitoraggio in alcuni luoghi di lavoro della capitale con una termocamera a infrarossi che misura istantaneamente la temperatura delle superfici. Sono state riscontrate temperature superficiali molto alte, nella zona della Stazione Termini di Roma, luogo molto frequentato dai rider, con picchi superiori agli 80°C. Lo fa sapere la Cgil in una nota, nella quale esprime il forte allarme per la salute dei lavoratori. In due cantieri, uno dei pressi di Piazza Bologna e l’altro dell’Università La Sapienza, i lavoratori operavano nelle ore centrali della giornata, e in entrambi i casi le temperature superficiali erano molto elevate, con picchi che oscillavano fra i 60°C e i 100°C. Sebbene questi valori riguardano la temperatura delle superfici e non la temperatura dell’aria o quella percepita, sono ugualmente allarmanti, sia perché influenzano sensibilmente la temperatura degli strati d’aria più prossimi alla superficie, sia perché i lavoratori appartenenti alle categorie più esposte si trovano spesso, per diverse ore, a contatto diretto o in prossimità di superfici che irradiano molto calore, con possibili effetti dannosi per la salute.







