Nelle carceri italiane nel 2025 si sono registrati 254 decessi, di cui 76 suicidi, 125 per cause naturali, 50 per cause ancora da accertare e 3 accidentali. È quanto emerge dal Report sui decessi in carcere pubblicato dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.
La Lombardia si distingue nettamente con 16 casi, pari a quasi un quarto del totale nazionale. Seguono Lazio e Sicilia con 7 casi ciascuna, la Campania con 6 eventi e il Veneto con 5.
Rispetto al 2024 — quando i decessi totali erano stati 246 — il numero complessivo è in lieve aumento, ma la percentuale sulla popolazione detenuta resta invariata allo 0,4%. In calo i suicidi, passati da 83 a 76, e i decessi per cause naturali, scesi da 142 a 125. Il dato più rilevante riguarda invece i decessi per cause da accertare, più che triplicati: da 15 nel 2024 a 50 nel 2025. In questa categoria rientrano i casi per cui non è ancora stata stabilita con certezza la causa della morte, in attesa di accertamenti medico-legali o di indagini giudiziarie.
Maglia nera a Campania e Lombardia che rappresentano il dato peggiore con 40 decessi ciascuna, mentre al terzo posto troviamo il Lazio con 30 morti concentrati principalmente nel complesso penitenziario di Rebibbia (12 decessi) e Regina Coeli (4 decessi).
A fare da sfondo a questi numeri la crescita costante della popolazione carceraria: passati dai 53.758 detenuti del 2021 ai 62.841 del 2025, con un incremento del 16,9%.







