Cecilia Sala: “Ho il cuore pieno di gratitudine”, il primo post sui social

Dopo 21 giorni di detenzione nel carcere di Evin in Iran, la giornalista romana ieri è atterrata a Ciampino. Ad attenderla, insieme alla famiglia e al compagno, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani

“Ho la fotografia più bella della mia vita, il cuore pieno di gratitudine, in testa quelli che alzando lo sguardo non possono ancora vedere il cielo. Non ho mai pensato, in questi 21 giorni, che sarei stata a casa oggi. Grazie”. È il primo post su X di Cecilia Sala, all’indomani del ritorno in Italia dopo tre settimane di carcere in Iran.

La giornalista romana, arrestata a Teheran il 19 dicembre scorso e detenuta in isolamento nel carcere di Evin, è atterrata ieri a Ciampino alle 16.10 circa. Ad attenderla, insieme alla famiglia e al compagno Daniele Raineri, giornalista del Post, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Ciao, sono tornata!”, le prime parole della giornalista, stando a quanto diffuso nel podcast ‘Stories’ di Chora News, una delle testate per cui Sala lavora. “Adesso devi solo stare serena. Sono qui per ringraziarti e per dirti che sei stata forte”, le parole con cui Meloni si è rivolta a Sala, come si sente nel video diffuso dalla presidenza del Consiglio.

Elogio al “lavoro di squadra” è arrivato da tutte le parti politiche. Il ministro degli Esteri Tajani, intervenuto durante il Question Time alla Camera, si è detto “orgoglioso per il prezioso lavoro di squadra che ha portato a questo risultato. Il governo, la diplomazia, l’intelligence e il Parlamento hanno tutti lavorato nella stessa direzione per riportare a casa in tempi brevi la nostra connazionale”.

Sala, che collabora con “Il Foglio” e con “Chora Media”, si era recata in Iran con regolare visto per lavoro, ma è stata arrestata dalle autorità iraniane il 19 dicembre scorso con l’accusa di aver violato le leggi islamiche. Fin dall’inizio è emerso il possibile legame del fermo di Sala con l’arresto dell’ingegnere iraniano Mohammad Abedini avvenuto a Milano appena tre giorni prima, il 16 dicembre, su richiesta degli Usa, con la relativa richiesta di estradizione. L’accusa nei confronti di Abedini è di aver trafficato tecnologia militare dagli Usa per la costruzione di droni esplosivi, gli stessi che lo scorso 28 gennaio 2024 uccisero tre militari statunitensi in una base in Giordania.

Mentre l’intelligence e la diplomazia erano al lavoro, il 5 gennaio con una visita a sorpresa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata in Florida, a Mar-a-Lago, dove ha incontro il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump. Fonti stampa hanno rivelato subito dopo che il caso della giornalista italiana Sala è stato affrontato durante il colloquio su esplicita iniziativa della premier. Negli stessi giorni, la famiglia di Sala ha chiesto il silenzio stampa, proprio per raggiungere l’agognato risultato: la scarcerazione della giornalista italiana.

A sorpresa, il 7 gennaio, l’Iran cambia narrazione. Durante un punto stampa, la portavoce del governo di Teheran Fatemeh Mohajerani, ha detto che il fermo di Sala “non è una ritorsione” per l’arresto in Italia dell’ingegnere iraniano, e ha auspicato che il caso “venga risolto rapidamente”, sottolineando che “non si tratta di ritorsione, questo arresto non ha nulla a che vedere con altre questioni”.

Il lieto fine ieri mattina, quando Palazzo Chigi ha annunciato il rientro di Sala.

Una finestra sul mondo

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Previsioni nel Lazio

Meteo Lazio
spot_imgspot_img

Ultime pubblicazioni

Categorie

spot_imgspot_img

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

spot_img