Cinque medaglie agli Europei, una carriera già ricca di successi internazionali e una carta d’identità che racconta, prima di tutto, una storia romana. Chiara Pellacani, nata a Roma il 12 settembre 2002, è oggi uno dei volti più prestigiosi dello sport italiano e una delle tuffatrici più forti del panorama mondiale. Con il bottino conquistato agli Europei – due ori, due argenti e un bronzo – ha confermato di appartenere all’élite internazionale, regalando all’Italia e alla sua città un’altra pagina indimenticabile.
La sua è una storia profondamente legata alla Capitale. È a Roma che Chiara cresce, studia e scopre quasi per caso la disciplina che le cambierà la vita. Aveva appena otto anni quando un compagno di scuola la convinse a provare un allenamento sui trampolini. Bastò quel primo tuffo per accendere una passione destinata a diventare una carriera straordinaria. Da quel momento iniziarono gli allenamenti nella SS Lazio Nuoto, la società che ne ha accompagnato i primi passi, sotto la guida del tecnico Domenico Rinaldi.
Roma è rimasta il suo punto di riferimento anche quando il talento ha iniziato a portarla in giro per il mondo. Dalla piscina del Foro Italico alle grandi competizioni internazionali, Pellacani ha costruito una crescita costante, entrando nella Nazionale maggiore a soli 14 anni, un’età in cui molti atleti sono ancora impegnati nelle categorie giovanili.
La consacrazione arrivò nel 2018, quando, appena quindicenne, conquistò il titolo europeo nel trampolino sincronizzato da tre metri insieme a Elena Bertocchi, diventando una delle più giovani campionesse continentali nella storia dei tuffi italiani. Da allora il suo palmarès non ha mai smesso di arricchirsi, tra Europei, Mondiali e due partecipazioni olimpiche, a Tokyo e Parigi.
Gli Europei appena conclusi rappresentano però una nuova vetta della sua carriera. Cinque medaglie in un’unica manifestazione raccontano molto più di una semplice somma di podi: descrivono la completezza tecnica di un’atleta capace di eccellere nelle prove individuali, nelle gare sincronizzate e nelle competizioni a squadre. Una continuità di rendimento che poche tuffatrici al mondo possono vantare.
Per i romani, Chiara Pellacani è ormai un simbolo dello sport cittadino. Come Federica Pellegrini lo è stata per il nuoto italiano o Tamberi per l’atletica, la giovane tuffatrice rappresenta una generazione di campioni cresciuti con il talento, ma soprattutto con il lavoro quotidiano. Dietro ogni medaglia ci sono migliaia di ore di allenamento, una preparazione meticolosa e la capacità di affrontare una disciplina nella quale precisione e controllo mentale fanno la differenza tra il podio e un piazzamento.
Negli ultimi anni ha scelto di trasferirsi negli Stati Uniti per conciliare l’attività agonistica con gli studi universitari, senza mai interrompere il legame con Roma e con i colori azzurri. Gareggia per le Fiamme Gialle, ma continua a portare con sé le radici della città in cui tutto è iniziato.
Il 2025 le aveva già regalato una soddisfazione storica con il titolo mondiale conquistato nel sincro misto insieme a Matteo Santoro e l’elezione a miglior tuffatrice europea dell’anno, riconoscimento che ha consacrato definitivamente il suo valore internazionale. Oggi, con le cinque medaglie continentali, quella consacrazione trova una nuova conferma.
A soli 23 anni Chiara Pellacani ha già scritto alcune delle pagine più importanti dei tuffi italiani. Ma guardando la naturalezza con cui continua a migliorarsi, è difficile pensare che il suo volo sia arrivato al punto più alto. Per Roma è già motivo di orgoglio. Per lo sport italiano, è una campionessa destinata a lasciare un segno profondo ancora per molti anni.







