Cina, la proprietà intellettuale al centro della strategia per l’innovazione

La proprietà intellettuale come strumento per sostenere l’innovazione, rafforzare la competitività e accompagnare la Cina verso una fase di sviluppo di maggiore qualità. Sarà questo il filo conduttore della 15ª Conferenza annuale cinese sulla proprietà intellettuale (CIPAC), in programma a Pechino l’8 e 9 settembre.

L’appuntamento arriva all’avvio del nuovo ciclo del Piano quinquennale cinese, relativo al periodo 2026-2030, e punta a fare il punto sul ruolo che la proprietà intellettuale può svolgere nel sostenere la trasformazione dell’economia del Paese.

Secondo quanto comunicato dall’Amministrazione nazionale cinese per la proprietà intellettuale (CNIPA), la conferenza riunirà rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, del mondo accademico e della ricerca provenienti dalla Cina e dall’estero. L’obiettivo è individuare nuovi percorsi attraverso cui la proprietà intellettuale possa sostenere l’innovazione, lo sviluppo di alta qualità e una maggiore apertura internazionale.

Il programma prevede un forum principale, 13 sessioni parallele e oltre 20 eventi dedicati ai temi più rilevanti e alle questioni emergenti nel settore. Al centro del confronto ci saranno quindi non soltanto gli aspetti legati alla tutela dei diritti, ma anche il contributo della proprietà intellettuale alla ricerca, alla produzione e alla crescita economica.

I numeri forniti dalla CNIPA mostrano la crescente dimensione del sistema cinese della proprietà intellettuale. Alla fine del 2025, nella Cina continentale risultavano validi 5,32 milioni di brevetti d’invenzione.

All’interno di questo stock, 2,29 milioni erano brevetti d’invenzione considerati di elevato valore. Si tratta di un indicatore particolarmente significativo perché evidenzia la crescente attenzione di Pechino non solo alla quantità dei brevetti registrati, ma anche alla qualità e al potenziale economico delle innovazioni tutelate.

Nel 2025, infatti, il numero dei brevetti d’invenzione di elevato valore è cresciuto a un ritmo superiore rispetto a quello complessivo dei brevetti d’invenzione. La differenza nel tasso di crescita annuo è stata di 2,2 punti percentuali.

Il dato riflette una strategia che punta a collegare sempre più strettamente la proprietà intellettuale con l’innovazione tecnologica e con la capacità delle imprese di trasformare la ricerca in nuovi prodotti e servizi.

Durante la conferenza saranno inoltre disponibili servizi dedicati a brevetti, marchi e prodotti internazionali, oltre che ai prodotti cinesi ed esteri tutelati attraverso le indicazioni geografiche.

Saranno 135 i fornitori di servizi per la proprietà intellettuale coinvolti nell’evento, con l’obiettivo di offrire assistenza ai soggetti impegnati nei processi di innovazione e alle imprese interessate alla protezione dei propri diritti.

Il rafforzamento di questi strumenti assume un peso crescente in un’economia caratterizzata da una forte intensità tecnologica. La protezione della proprietà intellettuale consente infatti alle aziende di tutelare gli investimenti in ricerca e sviluppo, rafforzare il valore dei propri marchi e sostenere l’espansione sui mercati esteri.

La dimensione internazionale sarà uno degli elementi della 15ª edizione della CIPAC. La partecipazione di rappresentanti stranieri riflette il carattere sempre più globale della proprietà intellettuale, che rappresenta un elemento centrale nei rapporti commerciali e tecnologici tra Paesi.

Per la Cina, una maggiore protezione e valorizzazione della proprietà intellettuale può sostenere sia le imprese nazionali impegnate nell’espansione internazionale sia gli operatori esteri che investono o intendono operare sul mercato cinese.

In questo quadro, brevetti, marchi e indicazioni geografiche diventano strumenti non soltanto di tutela, ma anche di apertura e di integrazione economica.

Inaugurata nel 2010, la Conferenza annuale cinese sulla proprietà intellettuale si è trasformata negli anni in una piattaforma di riferimento per presentare l’evoluzione del settore in Cina, favorire il confronto sui temi più avanzati e promuovere lo sviluppo dei servizi legati alla proprietà intellettuale.

L’edizione del 2026 si inserisce quindi in una fase strategica per Pechino. Con il nuovo Piano quinquennale 2026-2030, la Cina punta a consolidare il ruolo dell’innovazione come motore della crescita e a utilizzare sempre più la proprietà intellettuale come collegamento tra ricerca, tecnologia, imprese e mercati.

I dati sui brevetti ad alto valore mostrano già una crescente attenzione alla qualità dell’innovazione. La sfida per i prossimi anni sarà trasformare questo patrimonio di proprietà intellettuale in maggiore produttività, competitività industriale e nuove opportunità di crescita, rafforzando al tempo stesso il posizionamento della Cina nell’economia globale.

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