La Cina vuole rafforzare il ruolo dell’intelligenza artificiale nella prevenzione dei rischi chimici e nell’attuazione della Convenzione sulle armi chimiche. L’impegno è stato annunciato dal vice ministro dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione, Xie Yuansheng, intervenuto a Hangzhou, nella provincia orientale dello Zhejiang, all’apertura di un workshop internazionale dedicato alle applicazioni dell’IA nel campo della sicurezza chimica.
Pechino si è detta disponibile a collaborare con la comunità internazionale per sviluppare nuovi strumenti di IA considerati beni pubblici a sostegno del divieto delle armi chimiche. La proposta comprende anche un ampliamento della cooperazione tecnologica e iniziative per aiutare i Paesi in via di sviluppo a colmare il divario nelle competenze digitali e nell’uso dell’intelligenza artificiale.
Secondo Xie, la diffusione dell’IA sta creando nuove opportunità per l’industria chimica, ma introduce allo stesso tempo nuove sfide sul fronte della sicurezza e dell’applicazione della Convenzione sulle armi chimiche (CWC).
Il governo cinese, ha spiegato il viceministro, attribuisce grande importanza all’attuazione della CWC e sta portando avanti l’iniziativa “IA Plus”. L’obiettivo è favorire la nascita di un ecosistema tecnologico dedicato all’applicazione della Convenzione che sia basato sull’innovazione, ma anche trasparente, affidabile e sostenuto dalla collaborazione tra le diverse parti.
La cooperazione internazionale dovrebbe servire in particolare a rafforzare le capacità di prevenzione e controllo dei rischi nella gestione della sicurezza chimica. Per Pechino, l’utilizzo responsabile dell’IA in questo ambito può contribuire sia alla sicurezza globale sia agli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Il workshop di Hangzhou, intitolato “Un’IA affidabile per un uso responsabile”, durerà quattro giorni e prevede interventi, tavole rotonde, esercitazioni teoriche e visite sul campo.







