Confcommercio a Comune Roma, no domeniche ecologiche ai saldi e più aperture della Ztl

Confcommercio Roma chiede al Campidoglio lo stop delle domeniche ecologiche e più aperture della Ztl in centro, durante i saldi di gennaio. “In vista dei saldi invernali che prenderanno avvio il 5 gennaio 2026, salvo deroghe, chiediamo di non prevedere domeniche ecologiche nel mese di gennaio oppure in alternativa, di fissarle non prima del 25 gennaio p.v., così da non compromettere un momento importante per la ripresa dei consumi. Si rammenta, a tal fine, che anche lo scorso anno avevamo rappresentato la suddetta criticità, ottenendo da parte Vostra un tempestivo riscontro con il posticipo della data inizialmente prevista”. Così il presidente di Confcommercio Roma Pier Andrea Chevallard in una lettera inviata agli assessori Sabrina Alfonsi, Eugenio Patané e Monica Lucarelli, rispettivamente competenti delle Politiche riguardanti ambiente, trasporti e attività produttive. La giunta capitolina per ora ha infatti fissato le prime due domeniche ecologiche della stagione 2025-2026 il 9 novembre e il 7 dicembre 2025, mentre le ulteriori tre date per il 2026 saranno definite con successivo provvedimento. “Contestualmente – prosegue quindi la missiva – in virtù sempre del valore strategico dei saldi per il commercio, proponiamo di valutare misure di accessibilità, con maggiore apertura della Ztl del centro storico, per agevolare l’afflusso della clientela e sostenere le attività commerciali durante il Natale. Come più volte segnalato in questi anni – conclude Chevallard – riteniamo necessario garantire un equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica, in particolare per le attività di prossimità del centro storico che, già colpite da enormi difficoltà, vanno tutelate in quanto presidio sociale, culturale e occupazionale irrinunciabile per Roma Capitale – prosegue Confcommercio – . Le imprese del centro storico sono enormemente penalizzate da molteplici fattori: crescita dell’e-commerce, concorrenza dei grandi centri commerciali, abusivismo e pratiche sleali (come le vendite promozionali effettuate nonostante il divieto nei 30 giorni antecedenti i saldi), cui si aggiungono cali di fatturato e chiusure crescenti che minacciano la tenuta del tessuto economico locale. Restiamo a disposizione per arrivare a breve a un confronto sulle proposte avanzate, con l’auspicio di poter individuare soluzioni condivise”. 

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