Cultura: musei gratuiti musica e teatro, nuovo fine settimana di eventi a Roma

Nuovo fine settimana di cultura a Roma tra musei gratuiti e grandi prime. Come di consueto torna l’ingresso gratuito per tutti domenica 1 marzo nei siti del Sistema Musei di Roma Capitale e alcune aree archeologiche della citta’. Sara’ quindi un’occasione per scoprire collezioni permanenti, mostre temporanee e luoghi simbolo della Capitale. Saranno aperti a ingresso libero il Museo della Forma Urbis nel Parco Archeologico del Celio; l’Area Sacra di Largo Argentina, l’area archeologica del Circo Massimo e i Fori Imperiali. Si potranno inoltre visitare i Musei Capitolini; i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali; il Museo dell’Ara Pacis; la Centrale Montemartini; il Museo di Roma a Palazzo Braschi; il Museo di Roma in Trastevere; la Galleria d’Arte Moderna; i Musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino Nobile, Serra Moresca e Casino dei Principi); il Museo Civico di Zoologia, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco; il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese; il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese; il Museo Napoleonico; il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina; il Museo di Casal de’ Pazzi; il Museo delle Mura; la Villa di Massenzio. A ingresso gratuito anche alcune esposizioni temporanee nelle sedi del Sistema Musei di Roma Capitale, a partire dai Musei Capitolini, piazza del Campidoglio 1, dove eccezionalmente per questa domenica sara’ inclusa nella gratuita’ la mostra La Grecia a Roma, con oltre cento tra sculture e reperti archeologici per la graduale diffusione della cultura artistica greca a Roma, inizialmente attraverso episodici contatti commerciali e, in seguito all’espansione militare di Roma nel Mediterraneo Orientale, tramite la massiccia importazione di opere originali. A ingresso libero anche Antiche civilta’ del Turkmenistan, nelle sale al piano terra di Palazzo dei Conservatori che espone una ricca collezione di opere, alcune delle quali mai uscite dal Turkmenistan.

Per la stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il mese di febbraio si chiude con uno degli appuntamenti piu’ importanti del cartellone. Il 27 e 28 febbraio, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il Direttore musicale Daniel Harding torna sul podio per dirigere l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia lungo le note dell’oratorio La Creazione di Joseph Haydn. In questa produzione saranno affiancati da un cast vocale d’eccezione: il soprano Katharina Konradi, il tenore Joshua Ellicott e il basso Michael Nagy. La replica del 27 febbraio sara’ anticipata alle ore 18:30, nello Spazio Risonanze, da Spirito classico, introduzione all’ascolto in compagnia del direttore Daniel Harding con Giovanni Bietti. Stessa sala l’11 marzo alle ore 20:30, per il concerto di Vi’kingur �”lafsson, considerato uno dei pianisti piu’ originali e interessanti della sua generazione. Il recital intreccia Le Partite e i Preludi di Bach, autore al quale ha dedicato una parte cospicua della sua attivita’ concertistica e discografica, che si alternano ai due movimenti della Sonata D566 di Schubert. Completano il programma l’op. 90 e, in chiusura, la Sonata op. 109 di Beethoven. E’ all’insegna del grande jazz Kind of Miles, l’opera teatrale e musicale scritta, composta e interpretata da Paolo Fresu che sara’ sul palco della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone dal 27 febbraio al 1 marzo. Lo spettacolo, in cartellone alle ore 21, intreccia l’universo creativo e visionario di Miles Davis con momenti personali di vita vissuta dello stesso Fresu – in particolare l’apprendistato nel jazz a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta – in un percorso musicale d’eccezione che ricostruisce la vita e la carriera del trombettista statunitense. L’impianto scenico e’ arricchito dai visual di Marco Usuelli e Alexandre Cayuela. Un disegno in cui protagonista e’ la tecnologia, che interagisce con le immagini grazie a un progetto realizzato in collaborazione con la Facolta’ di Ingegneria della Libera Universita’ di Bolzano: in alcuni momenti, infatti, segnali biometrici e acustici vengono elaborati per ampliare lo sguardo sul racconto visivo. La regia e’ affidata ad Andrea Bernard.

L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici apre al pubblico due mostre che, con linguaggi diversi ma complementari, attraversano il rapporto tra immagini e immaginario, tra vita quotidiana e rappresentazione, tra sguardo femminile e dispositivi della cultura di massa. Da una parte la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all’opera fotografica di Agne’s Varda (1928-2019), intitolata Agne’s Varda. Qui e la’, tra Parigi e Roma (25 febbraio – 25 maggio 2026), omaggio che si inserisce nelle celebrazioni per il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma (1956-2026). Dall’altra Nicole Gravier. Fotoromanzo (25 febbraio – 4 maggio 2026), prima mostra istituzionale in Italia dell’artista francese che ha fatto del de’tournement e della decostruzione degli stereotipi mediatici una pratica pionieristica, con un lavoro che trova un’eco diretta nella rivoluzione femminista italiana degli anni Settanta. Il doppio appuntamento conferma la vocazione di Accademia di Francia a Roma – Villa Medici come luogo di ricerca e di dialogo tra arti, citta’ e linguaggi: la fotografia come campo di sperimentazione e memoria, il cinema come estensione naturale dello sguardo, l’immagine popolare come terreno di conflitto e consapevolezza. Due percorsi che invitano il pubblico a interrogarsi su come si costruiscono le narrazioni visive e su come, a partire da un dettaglio, da un volto, da una posa o da una didascalia, si possa raccontare un’epoca. Infine dopo il successo delle passate stagioni, We Will Rock You torna in scena al teatro Olimpico con un’energia rinnovata, pronto a far vivere al pubblico un’esperienza coinvolgente e piu’ attuale che mai. Questa nuova attesissima tourne’e portera’ l’energia e la magia dei Queen nei teatri delle principali citta’ italiane.Nato dalla penna irriverente di Ben Elton, in collaborazione con Roger Taylor e Brian May dei leggendari Queen, questo straordinario show, da considerarsi una vera e propria opera Rock, ha conquistato le scene internazionali con la sua energia travolgente, il suo messaggio universale e, soprattutto, con la potenza senza tempo delle canzoni della band britannica.

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