Un’operazione urbanistica che solleva più domande che risposte. È questa la posizione di Marco Di Stefano, capogruppo di Noi Moderati in Assemblea Capitolina, che chiede la sospensione della delibera sulla riqualificazione dell’ex proprietà Ama in piazzale Caduti della Montagnola, oggi inserita in un fondo con Dea Capital.
Per Di Stefano, l’intera operazione ha i contorni di una speculazione a senso unico: 12mila metri quadrati destinati all’edilizia residenziale privata e una premialità del 35% in più di cubatura riconosciuta ai privati, in una città che, sottolinea, avrebbe invece urgente bisogno di housing sociale. A rendere il quadro ancora più opaco, secondo il consigliere, è il silenzio istituzionale che circonda l’intera vicenda: da mesi chiede chi gestirà l’operazione e chi abbia stabilito quelle condizioni, senza ottenere risposta. Un silenzio che, per Di Stefano, è già di per sé eloquente.
Sul piano giuridico, il capogruppo ricorda che Ama è una società in house e che Roma Capitale è tenuta a esercitare il controllo analogo sulle sue grandi operazioni. Contesta inoltre la scelta di applicare l’articolo 3 della legge regionale 7 sulla valorizzazione degli ambiti territoriali a un’area già attrattiva per il mercato immobiliare, piuttosto che a quartieri periferici che attendono da anni una vera rigenerazione urbana.
L’invito alla maggioranza è a prendersi una pausa di riflessione prima di procedere. “Sì allo sviluppo economico — precisa Di Stefano — ma non alle speculazioni che impoveriscono i cittadini e la pubblica amministrazione”. La delibera, per ora, può aspettare.







