Parole dure, senza margini di ambiguità. Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, si unisce al coro di condanne italiane contro Itamar Ben Gvir dopo la diffusione dei video che ritraggono detenuti palestinesi bendati e ammanettati, derisi dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano.
“Le immagini sono scioccanti e incompatibili con i valori di una democrazia”, scrive Rocca su Facebook. “Deridere persone fermate, bendate e ammanettate significa calpestare la dignità umana. È un gesto che rivela una cultura politica violenta e razzista e che non può trovare alcuna giustificazione”.
In linea con Meloni e Crosetto
Il presidente laziale fa esplicitamente proprie le posizioni già espresse dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro della Difesa Guido Crosetto, sottolineando come quei video “offendano non solo le persone coinvolte, ma i principi stessi di umanità, rispetto e diritto internazionale che devono guidare ogni istituzione”.
Un allineamento significativo, che segnala come la condanna nei confronti del ministro israeliano attraversi trasversalmente anche la maggioranza di governo italiana.
“Soffia sul fuoco della violenza”
Rocca non si limita alla condanna dei video, ma allarga il giudizio all’intera figura politica di Ben Gvir: “Da troppo tempo alimenta un clima di odio e tensione, legittimando e proteggendo le occupazioni illegali, le frange più estremiste e i coloni violenti responsabili di aggressioni e intimidazioni contro la popolazione palestinese”.
La conclusione è un appello al senso di responsabilità istituzionale: “Chi ha responsabilità di governo dovrebbe lavorare per la sicurezza e la pace, non soffiare sul fuoco della violenza e della disumanità”.
Le dichiarazioni di Rocca si inseriscono in un contesto di crescente isolamento diplomatico per Ben Gvir, il cui operato è ormai apertamente contestato anche da governi tradizionalmente vicini a Israele.







