Svolta nelle indagini della procura di Roma sul delitto di via Poma. I magistrati avrebbero disposto l’analisi sul dna di sette persone mai indagate per l’omicidio, ancora irrisolto, di Simonetta Cesaroni, uccisa con 29 coltellate il 7 agosto 1990 in una palazzina in zona Prati. Ad anticipare la notizia Giuseppe Scarpa sul quotidiano La Repubblica. Nell’ambito dell’inchiesta, per ora a carico di ignoti, il 4 giugno scorso la procura, scrive il quotidiano, ha disposto un “accertamento tecnico irripetibile” affidato ai Ris dei carabinieri sul dna di cinque uomini e due donne. “Cinque professionisti, di cui uno di altissimo livello, e due persone molto vicine a chi lavorava negli uffici di via Poma – rivela La Repubblica – i loro profili genetici vengono ora comparati con quelli estratti dai reperti sequestrati nel 1990, nella speranza che anche una traccia infinitesimale possa restituire un nome rimasto nascosto per 36 anni”.
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