La fredda notte dell’Olimpico si scalda grazie al secondo tempo della Lazio, che riesce ad abbattere il muro alzato dal Bologna e a rifilare tre gol alla squadra di Italiano. Gara bloccata fino al 34′ del primo tempo quando un’entrataccia, sciagurata, di Pobega costa il secondo cartellino giallo al giocatore rossoblù che lascia la sua squadra in 10 uomini. Da quel momento la Lazio, che comunque non aveva rischiato nulla nella prima mezz’ora di gioco, inizia a macinare calcio e trovare sempre più convinzione nelle sue giocate. Ma la prima frazione termina comunque sullo 0-0.
Secondo tempo che invece vede un altro copione, col Bologna a cercare di difendere il pareggio e limitare i danni (anche grazie ai cambi operati da Italiano) e una Lazio che trascinata dal tifo dell’Olimpico piano piano trova la giocata vincente, e lo fa prima con Gigot (entrato al posto di Romagnoli leggermente infortunato), poi con un gran gol di capitan Zaccagni e nel finale col subentrato Dele Bashiru (quattordicesimo giocatore della Lazio ad andare in gol quest’anno), che chiude il match e fa iniziare la festa dell’Olimpico per un secondo posto, nel gruppone dietro al Napoli capolista con Inter, Atalanta e Fiorentina, che alimenta sogni impronunciabili come qualificazione per la Champions League e perché no, anche altro…
Così mister Baroni a fine partita, “Ho visto una squadra con una mentalità forte, pronta a riconquistare sempre il pallone” e ancora “complimenti a tutti, abbiamo messo in difficoltà un Bologna che aveva perso poco. Abbiamo indirizzato la partita da un punto di vista mentale” – ha proseguito il tecnico toscano – “Ci sono tante cose che mi rendono orgoglioso, la squadra mi piace perché traspare la voglia di giocare e di fare un calcio offensivo. Sono convinto che l’aspetto più bello sia difenderci attaccando: per questo lavoro poco difensivamente, la Lazio deve stare alta”.
Sulla posizione in classifica Baroni taglia corto, “La classifica però non si guarda. Dobbiamo vincere più partite possibili, arriveranno momento difficili ma se c’è un’identità forte si superano”, ha concluso il mister.







