“Ieri è stata una bella giornata per l’Italia, per il sistema Italia con la liberazione di Cecilia Sala. Non ho provato emozione più grande in questi due anni di quando ho potuto chiamare una madre per dirle che la figlia stava tornando a casa, com’è successo ieri. Lo ha detto Giorgia Meloni, <a href="http://<iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fgiorgiameloni.paginaufficiale%2Fvideos%2F962058489129033%2F&show_text=false&width=560&t=0" width="560" height="314" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true">nel corso della conferenza stampa alla Camera, rispondendo a una domanda sul caso di Cecilia Sala e sulla liberazione della giornalista italiana.
Quello per la liberazione di Sala “non è un lavoro che ho fatto da sola, voglio ringraziare Mantovano, l’intelligence, il corpo diplomatico, il ministro degli Esteri Tajani. È stata una triangolazione complessa – ha sottolineato – con Iran e Stati Uniti di America, una questione seguita dall’inizio con costanza, mettendo assieme dei tasselli che hanno composto questo puzzle”.
Il caso Abedini “è al vaglio del ministero della Giustizia, al vaglio tecnico e politico. Anche seguendo quello che c’è scritto nel trattato di mutua cooperazione giudiziaria con gli Stati Uniti, bisogna continuare a discutere anche con i nostri amici americani: avrei voluto parlarne anche con il presidente Biden che doveva essere qui a Roma oggi”, ha detto Meloni rispondendo a una domanda sul caso dell’ingegnere iraniano detenuto in Italia.







