Nei quartieri Prenestino e San Basilio il faro della legalità della Polizia di Stato capitolina, è scatta una maxi operazione di polizia orientata su più target, anche in base agli esposti pervenuti dai cittadini rispetto ad alcune problematiche della zona. I controlli finalizzati all’identificazione ed all’attività di prevenzione hanno interessato gli assi viari delle due aree urbane della Capitale citate, ritenute maggiormente critiche in ragione dei contesti ambientali, e sono scattati dopo un briefing notturno tenuto dal Dirigente dei servizi operativi presso la sede della Polizia di Stato Prevenzione 90, con impatto, ancora una volta, sulle periferie della Capitale.
Attesa la residenzialità nelle stesse zone di soggetti gravati da precedenti di polizia, sono stati effettuati numerosi controlli a carico di persone sottoposte agli arresti domiciliari o a misure di prevenzione personali di tipo restrittivo. Nella medesima cornice operativa, si è altresì proceduto ad interventi mirati a porre termine ad occupazioni di stabili senza titolo, così come alla bonifica di immobili in condizioni di degrado, abitualmente frequentati da soggetti borderline, anche in questo caso preceduti da briefing operativi tenuti all’alba.
Nella zona di San Basilio, le operazioni da ultimo menzionate hanno interessato un’area occupata da tempo da soggetti di etnia sinti, in via Pieve Torina, ed inserito nel piano sgomberi della Prefettura. L’intervento, attuato sulla scia delle determinazioni maturate in sede di Comitato provinciale per l’ordine della sicurezza pubblica, ha visto la riconsegna del cespite alla società proprietaria, che ha provveduto alla sua messa in sicurezza.
Complessivamente sono state prese in carico dagli enti competenti 46 bombole contenenti GPL utilizzate dagli occupanti per usi domestici. Con riferimento al quartiere Prenestino, gli interventi hanno interessato, ancora una volta, lo stabile sito in via Cesare Tallone, dove, nelle more della definizione dei procedimenti amministrativi tesi alla riqualificazione dell’immobile, si è proceduto all’identificazione di 30 soggetti, di cui 11 di origini extracomunitaria, successivamente accompagnati presso l’Ufficio Immigrazione della Questura.
All’interno dello stabile è stato rinvenuto un sito di stoccaggio di sostanza stupefacente, tra cui eroina, crack, cocaina e hashish in ingente quantità, oltre a sostanze utili alla sintesi del prodotto psicotropo, sottoposte a sequestro. A fronte di 9 posizioni al vaglio, 3 soggetti, rispettivamente di origine nigeriana, tunisina ed algerina, sono stati già trasferiti presso CPR di altre province.







