“Mark mi disse che Ilaria non c’era più”. Con queste parole Nosr Manlapaz ha ricordato in aula la mattina in cui scoprì il corpo senza vita di Ilaria Sula, la ventenne uccisa a coltellate a Roma nel marzo dello scorso anno. La donna, madre dell’imputato Mark Antony Samson, è stata ascoltata come testimone assistito nel processo per il femminicidio.
Il delitto è avvenuto nell’appartamento in cui il giovane viveva con i genitori in via Homs, nel quartiere Quartiere Africano della capitale. La donna ha già patteggiato una pena a due anni di reclusione per concorso in occultamento di cadavere.
Ricordando quella mattina, la donna ha raccontato che il figlio aprì la porta della sua stanza mentre era in lacrime.
“Ho visto che piangeva, era tutto rosso”, ha detto in aula. “Tremava. Ho cercato di abbracciarlo e ho visto il corpo di Ilaria steso a terra a faccia in giù, si vedevano i piedi”.
La madre ha quindi chiesto al figlio cosa fosse accaduto: “Gli ho detto: ‘Che cosa hai fatto?’”.
Nel corso della testimonianza la donna ha ricordato anche un messaggio ricevuto dal figlio la sera precedente all’omicidio.
“Mi scrisse di non entrare nella sua stanza. ‘È l’unica cosa che ti chiedo, devo concentrarmi’, mi disse”.
La mattina successiva, ha raccontato, il figlio si presentò in cucina e la abbracciò. “Poi ha preparato il caffè con due tazzine e mi disse che c’era Ilaria con lui”.
Poco dopo, dalla stanza, la donna sentì i due discutere. “Parlavano ad alta voce, allora sono andata a bussare alla porta perché ero preoccupata. Mark mi disse: ‘Mamma, stiamo solo parlando’”.
La situazione precipitò poco dopo. “Ho sentito Ilaria gridare e dire: ‘Adesso che cosa vuoi fare’”. La madre ha raccontato di aver provato a entrare nella stanza, ma il figlio le chiese di aspettare.
Quando riuscì a vedere all’interno, si trovò davanti la scena del delitto. “C’era tanto sangue sul pavimento, attorno alla testa di Ilaria”.
Secondo quanto riferito in aula, dopo l’omicidio il figlio le chiese aiuto per procurare alcuni oggetti. “Mi ha chiesto: ‘Mamma, abbiamo una valigia?’. Poi mi ha detto di andare a comprare buste e detersivo”.
La donna ha spiegato che il figlio utilizzò fazzoletti di carta per pulire il sangue e che lei gli consegnò alcuni vestiti vecchi. “Gli dissi: ‘Basta che hai levato il grosso’”.
Dopo che il giovane uscì di casa, ha aggiunto la testimone, fu lei a ripulire la stanza. “C’era tanto sangue a terra. Ho preso lo zaino di Ilaria con i suoi vestiti dentro e ho buttato tutto”.
Concludendo la deposizione, la donna ha espresso dispiacere per la famiglia della vittima. Allo stesso tempo ha spiegato le ragioni delle sue azioni dopo il delitto.
“Mi dispiace per i genitori di Ilaria”, ha detto, aggiungendo però di “avere avuto paura e di avere pensato prima di tutto a mio figlio”.







