La Cina rafforza il proprio ruolo nella ricerca astronomica internazionale grazie allo sviluppo di grandi radiotelescopi e nuove infrastrutture dedicate all’esplorazione dell’universo. Secondo il celebre astronomo polacco Aleksander Wolszczan, le crescenti capacità del Paese potrebbero aiutare gli scienziati a trovare risposte ad alcune delle principali questioni ancora aperte dell’astronomia.
Al centro delle ricerche c’è soprattutto FAST, il gigantesco radiotelescopio cinese con un’apertura di 500 metri, conosciuto anche come “China Sky Eye”. Lo strumento sta assumendo un ruolo di primo piano nello studio delle pulsar, stelle di neutroni che emettono segnali radio estremamente regolari, e ha già contribuito a numerose nuove scoperte.
Wolszczan, protagonista oltre trent’anni fa della prima scoperta confermata di pianeti al di fuori del Sistema Solare, ritiene particolarmente interessante utilizzare strumenti come FAST per cercare pianeti attorno alle stelle di neutroni e alle nane bianche, oltre che per studiare i campi magnetici degli esopianeti.
La Cina sta inoltre sviluppando nuove infrastrutture per la radioastronomia, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente le capacità di osservazione del cosmo e favorire la collaborazione scientifica internazionale.







