La Corte di Cassazione mette la parola fine sulla lunga vicenda giudiziaria legata al clan Gambacurta e apre una nuova fase per il quartiere romano di Montespaccato. La quinta sezione Penale della Suprema Corte ha infatti disposto la confisca definitiva dei beni riconducibili a Franco Gambacurta, già condannato in via definitiva a 30 anni di carcere, confermando così anche il sequestro del Montespaccato Calcio e del centro sportivo «Don Pino Puglisi».
La decisione arriva a quasi otto anni dall’operazione «Hampa», che nel 2018 portò a 58 arresti per reati aggravati dal metodo mafioso. A rendere nota la sentenza è stata l’Asp Asilo Savoia, che dal luglio 2018 gestisce in via transitoria le attività sportive e sociali nate attorno all’impianto.
La notizia è arrivata poche ore prima dell’evento «Dieci anni di Talento & Tenacia: per continuare a crescere nella legalità», in programma al Teatro Rossini, dedicato al progetto sociale che in questi anni ha trasformato il centro sportivo sequestrato in un presidio di legalità e inclusione.
«La confisca definitiva crea finalmente le condizioni per chiudere la lunga fase transitoria iniziata nel 2018», ha dichiarato il presidente di Asilo Savoia, Massimiliano Monnanni. Monnanni ha ricordato come il percorso sia stato rallentato da rinvii, sentenze e ricorsi che avevano persino portato, nel giugno 2024, a una revoca parziale della confisca poi successivamente annullata.
Con la decisione definitiva della Cassazione, l’Asp punta ora a rilanciare il percorso di azionariato popolare avviato nel 2023 e a definire l’assetto stabile del progetto «Talento & Tenacia», nato per promuovere sport, inclusione sociale e legalità nei quartieri più difficili della Capitale.
Il Gruppo Sportivo Montespaccato era nato proprio dalla volontà di restituire alla collettività la storica polisportiva sequestrata nell’ambito dell’inchiesta antimafia. Negli anni il progetto è diventato un simbolo di riscatto sociale per Montespaccato e per altre aree periferiche come Nuova Ostia.
La sentenza della Cassazione viene letta ora come il punto di svolta definitivo per garantire continuità alle attività sportive e sociali senza il rischio di nuovi stop giudiziari.







