Prima alcuni rumori, poi il crollo. A Roma è venuta giù la scultura ‘GOAL‘ realizzata da Mario Ceroli per i Mondiali di calcio del 1990, che ora si trovava in viale Tiziano, vicino al Palazzetto dello Sport, in uno stato di sostanziale abbandono. A dare l’allarme i ragazzi che giocavano nel playground accanto. Fortunatamente non ci sono stati feriti. In una nota la Sovrintendenza capitolina ha ripercorso le tappe della vicenda che hanno riguardato l’opera. “La scultura ‘GOAL‘ di Mario Ceroli realizzata in legno, nasce come installazione temporanea in occasione dei Mondiali di calcio nel 1990- riporta il comunicato- Collocata nel 2000 nell’area tra viale Tiziano e via Nedo Nadi, ha sempre comportato problemi di conservazione, considerata la deperibilità del materiale esposto agli agenti atmosferici. Un primo intervento di manutenzione si è reso necessario nel 2003, con una nuova verniciatura e la sostituzione degli elementi metallici e nel 2010 si comincia a constatare il progressivo degrado dell’opera”.
ll’inizio del 2011, la Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali “realizza un intervento sulla scultura con la messa in opera di tiranti metallici e di rinforzi per i punti d’appoggio a terra, in modo da garantirne la tenuta e contrastarne il deterioramento. Un’operazione necessaria, ma non sufficiente, poiché nel tempo l’imponente struttura continua a subire l’azione degli agenti atmosferici e ad alterarsi, rendendo necessaria l’interdizione dell’area. Nello stesso anno si propone di smontare l’opera e di sostituirla con una di dimensioni inferiori. La Commissione Storia e Arte acconsente alla proposta e si procede con il maestro Ceroli per individuare una soluzione condivisa. I contatti con Ceroli riprendono nel 2020, quando la Sovrintendenza decide di allestire una recinzione più solida in grigliato keller a protezione della pubblica incolumità. Si propone nuovamente di sostituire la scultura con una di dimensioni ridotte, in metallo o in legno con una struttura più resistente. Viene prevista la spesa per lo smontaggio e la realizzazione della nuova opera, con una previsione di circa 150-200 mila euro”. “Nel 2022- scrive ancora la Sovrintendenza- si propone di spostarla altrove (ponte della Musica o piazza Apollodoro) a seguito della volontà espressa dal Municipio II di destinare l’area per ampliare il playground. Negli ultimi anni la Sovrintendenza si è impegnata sulle possibilità di restaurare l’opera attraverso la ricerca di sponsor e la redazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica. Nel bilancio 2025-2027 sono stati stanziati 400 mila euro per l’intervento. A marzo 2025 il rifacimento e lo spostamento dell’opera nell’area di piazza Apollodoro sono inseriti in un progetto di riqualificazione dell’area dello stadio Flaminio, curato dal Dipartimento Programmazione Urbanistica di Roma Capitale”. Ma non si è fatto in tempo. “I fondi presenti sul bilancio di Sovrintendenza saranno quindi trasferiti al Pau, per la sistemazione dell’area dove era l’opera crollata”. Al momento l’area del crollo, già recintata con grigliato keller, è stata ulteriormente protetta ampliando la recinzione con un intervento della ditta di manutenzione.







