Messe via le polemiche sui vari cambi di orario del match, spazio alle proteste dei tifosi biancocelesti che disertano la curva lasciando una sola scritta “Dignità e rispetto valgono più di un derby”. Lo spacco con Lotito è insanabile. Sulla sponda giallorossa invece una scenografia da brividi: curva Sud e tribuna Tevere ricoeprte da affreschi storici e un’iscrizione latina “Siamo romani, figli della lupa capitolina”.

In campo squadre guardinghe per il primo tempo privo di grandi emozioni, fino al 40′ quando Gianluca mancini svetta di testa e insacca per l’1-0. Da qui in avanti Roma in controllo con pochi patemi. Nel secondo tempo molti i cambi, tra i quali l’ingresso del faraone El Shaarawy, alla sua ultima gara all’Olimpico con la casacca rossa a bordini ocra. La Sud lo saluta calorosamente.
Al 66′ Mancini si ripete su calcio d’angolo; altra testata che fissa il punteggio sul 2-0. I giocatori di Sarri si innervosiscono e piovono cartellini gialli. Al 70′ piccola scazzottata tra Wesley e Rovella che finiscono sotto la doccia.
Gasperini, con un orecchio agli altri campi guida i suoi verso lidi tranquilli. A fine gara giro di campò e ovazione sotto la Sud per El Shaarawy, accompagnato per la prima volta anche dal mister che lo ha allenato sin da quando era un enfant prodige.
Il Milan vince a fatica ed è terzo. La juventus però crolla con la Fiorentina e il sogno Champions diventa realtà.
Non sbagliare a Verona gli ultimi 90′ ed è fatta. Ora tutti a casa e spazio al grande Jannick Sinner che dopo 50 anni dal trionfo di Panatta, può alzare il trofeo al Foro Italico.







