Cresce la richiesta di chiarezza sulla morte di Andrea Moretti, il 22enne precipitato nella notte durante lavori sull’illuminazione del Colosseo, mentre da più parti si sollevano polemiche sui tempi della chiusura del monumento.
I Giovani Democratici di Roma sono stati tra i primi a contestare la mancata chiusura immediata dell’Anfiteatro Flavio. “Apprendiamo la notizia della morte di un lavoratore nel Colosseo, e la decisione dell’Ente di non chiudere la struttura. Una decisione inaccettabile che contestiamo con forza: è morto un uomo sul lavoro, si è consumata un’ingiustizia, fermiamo tutto e commemoriamo questo nostro fratello”, ha dichiarato il segretario Jacopo Augenti, aggiungendo che “le esitazioni dell’ente e del ministro Giuli fanno provare vergogna agli abitanti di questa città”. Analoga la posizione del M5s in commissione Cultura e Lavoro, che aveva chiesto conto al ministro delle “ragioni” della mancata chiusura totale nella giornata, domandando “il turismo viene prima del lutto?” e sollecitando che Giuli riferisca “fornendo ogni dettaglio su quanto accaduto” e sul rispetto delle norme di sicurezza nei cantieri del patrimonio culturale pubblico.
Il Ministero della Cultura ha reso noto che la chiusura del Colosseo, disposta nella notte su indicazione dello stesso Giuli – rimasto sul posto fino al mattino – è stata attuata solo dopo aver gestito il deflusso del primo turno di visitatori, alcune migliaia di persone ignare dell’accaduto, per evitare pericolosi assembramenti all’esterno del monumento con possibili ripercussioni sull’ordine pubblico.
Sul fronte sindacale, la Cisl ha parlato di “tragedia inaccettabile, assurda”. “Siamo rimasti agghiacciati questa mattina apprendendo la notizia di questa ennesima tragedia sul lavoro”, hanno dichiarato i segretari generali di Cisl Roma Capitale, Rosita Pelecca, e della Filca-Cisl Roma, Nicola Capobianco, annunciando di essersi “subito attivati per avere informazioni sulla dinamica dell’incidente” e chiedendo che si faccia “piena luce su quanto accaduto” per accertare “tutte le responsabilità”.
Sulla stessa linea la Cgil di Roma e Lazio, che ha chiesto l’apertura immediata di un tavolo con il ministero della Cultura e le stazioni appaltanti “per fare piena luce sulle condizioni di sicurezza in cui si opera nei cantieri del patrimonio culturale pubblico”, sollevando interrogativi sul rispetto delle norme per i lavori in quota e sul ricorso ai subappalti nei cantieri pubblici, e annunciando un presidio davanti al Colosseo nei prossimi giorni.
Anche il Partito democratico ha annunciato un’interrogazione urgente al ministro Giuli, chiedendo che riferisca in Aula “chi era il datore di lavoro di Andrea Moretti, quale impresa gestiva l’appalto per i lavori sull’illuminazione, quali controlli erano stati effettuati sul rispetto delle norme di sicurezza”.
Sul piano giudiziario, la procura di Roma ha intanto aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento contro ignoti, coordinata dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio. Nelle prossime ore verrà conferito l’incarico per l’autopsia, mentre gli inquirenti stanno acquisendo documentazione per accertare eventuali responsabilità.







