L’emergenza caldo riaccende le tensioni nella sanità territoriale romana. Secondo quanto denunciato dall’Ordine dei medici della Provincia di Roma, guidato da Antonio Magi, almeno sette ambulatori delle Asl della Capitale sarebbero privi di un adeguato sistema di climatizzazione o con impianti non funzionanti.
Una condizione che, con le temperature elevate di questi giorni, sta rendendo difficile la gestione quotidiana delle attività sanitarie, già sotto pressione per il tentativo di ridurre le liste d’attesa e garantire la continuità assistenziale.
«Negli ambulatori pubblici specialistici delle Asl della Capitale l’attività prosegue a ritmi molto intensi per garantire migliaia di prestazioni ogni settimana» spiega Magi, sottolineando come le criticità riguardino diverse branche: cardiologia, endocrinologia, diabetologia, pneumologia e neurologia.
Il problema, secondo l’Ordine, non riguarda solo il comfort ma la sicurezza complessiva del servizio. «Condizioni microclimatiche non adeguate incidono sul benessere psicofisico, aumentano lo stress lavorativo e riducono la concentrazione degli operatori», avverte Magi, aggiungendo che questo può riflettersi anche sulla qualità delle prestazioni erogate.
Particolarmente critica la situazione per i pazienti più fragili. «Molti sono anziani, cronici o affetti da patologie cardiovascolari – viene evidenziato – e si trovano a sostenere visite e controlli in ambienti con temperature non compatibili con condizioni di sicurezza».
Da qui la richiesta di interventi rapidi: «Non è accettabile che nel 2026 vi siano ancora strutture sanitarie pubbliche in queste condizioni», afferma il presidente dell’Ordine, parlando di un tema che tocca direttamente il diritto alla salute sia di chi cura sia di chi viene curato.
La denuncia ha già alimentato il malcontento tra operatori sanitari e pazienti, mentre si attende una risposta da parte delle Asl competenti per verificare tempi e modalità di intervento sugli impianti di climatizzazione.







