L’attore e regista Pippo di Marca e’ morto questa mattina a Roma dopo essere precipitato dalla terrazza della sua abitazione, al quinto piano di un palazzo in viia di San Francesco a Ripa, nel quartiere Trastevere. L’allarme e’ scattato intorno alle 8:20. Sul posto sono intervenuti la polizia e i soccorritori del 118, ma per l’86enne non c’e’ stato nulla da fare. Secondo quanto si apprende, sono al vaglio degli investigatori sia l’ipotesi della caduta accidentale sia quella del gesto volontario. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto. sarebbe stato trovato un biglietto in casa di cui, però, ancora non si conosce il contenuto. L’area dove e’ avvenuto l’episodio e’ stata transennata, mentre numerose persone che conoscevano l’attore si sono fermate sul posto per chiedere informazioni su quanto accaduto.
Apparteneva a quella generazione di artisti che hanno immaginato il teatro come un territorio senza confini, un luogo dove parola, corpo, immagine e pensiero potevano incontrarsi per dare vita a nuove forme di espressione. Attore, regista, drammaturgo e autore, è stato uno dei protagonisti della sperimentazione teatrale italiana, una figura appartata ma centrale nella storia della neoavanguardia, teorico del Meta-Teatro. Un uomo che aveva dedicato tutta la vita alla ricerca, alla scena e alla continua trasformazione del linguaggio teatrale. Nato a Catania il 12 ottobre 1939, Di Marca aveva scelto Roma come città d’elezione e come centro della propria sperimentazione. Negli anni Sessanta entrò nell’ambiente del nuovo teatro italiano, un movimento che cercava di rompere con le forme tradizionali della rappresentazione e di restituire al palcoscenico una dimensione più libera e visionaria. Nel 1969 debuttò come attore al Teatro La Fede di Roma negli spettacoli ”L’imperatore della Cina” e ”A come Alice”, diretti da Giancarlo Nanni. Poco dopo iniziò il suo percorso come regista con ”Evento-Collage n.1”, dando avvio a una ricerca personale che lo avrebbe portato a confrontarsi con le avanguardie storiche e con alcuni dei più importanti innovatori della scena contemporanea. Il suo percorso artistico si intrecciò con figure come Carmelo Bene, Leo de Berardinis e Julian Beck, protagonisti di una stagione irripetibile del teatro italiano e internazionale. Da quell’ambiente Di Marca raccolse l’idea di un teatro non come semplice rappresentazione, ma come esperienza capace di mettere in discussione il rapporto tra arte e realtà. La sua poetica trovò nutrimento nella letteratura e nelle arti visive. Il poeta Isidore Ducasse, conosciuto con lo pseudonimo di Conte di Lautréamont, e l’artista Marcel Duchamp furono due riferimenti fondamentali: al primo dedicò ”Il Conte di Lautréamont rappresenta i Canti di Maldoror”, al secondo una serie di lavori riuniti sotto il titolo ”Omaggio a Duchamp”. Negli anni ha portato sulla scena anche Shakespeare, Beckett, Joyce, Pirandello, Kafka, Genet e molti altri autori, trasformandone le opere in materiali aperti, attraversati da una sensibilità contemporanea.







