Sono 325 le persone attualmente in accoglienza temporanea nelle strutture reperite dal Comune di Roma dopo lo sgombero del 29 luglio scorso dell’immobile occupato di Spin Time, in via di Santa Croce in Gerusalemme, all’Esquilino, a seguito di un principio di incendio. Tra queste, 67 persone (16 nuclei familiari) erano già seguite dai servizi sociali del Municipio I, mentre una trentina di occupanti non ha usufruito dell’accoglienza perché non trovate sul posto al momento delle verifiche. I residenti effettivi nella struttura erano 289, di cui 100 minorenni secondo il censimento aggiornato ad agosto.
Il punto è stato fatto stamattina nella commissione capitolina Trasparenza, presieduta da Federico Rocca (FdI), per conoscere i costi a carico del Comune. I dipartimenti coinvolti hanno riferito che la documentazione sulle spese, relative a forniture di acqua e pasti, generatori, sistemi di raffrescamento e bagni chimici, è in fase di compilazione e sarà trasmessa alla commissione. Parte dei costi rientra nel fondo di protezione civile per l’emergenza caldo, ha spiegato il direttore Stefano Guarino.
La direttrice del dipartimento Politiche sociali, Michela Micheli, ha ricostruito l’intervento avviato fin dalla notte dello sgombero, con un presidio aperto tutti i giorni e l’aggiornamento del censimento delle persone coinvolte. Attivo anche un progetto di doposcuola con la scuola Di Donato, che coinvolge 55 minori e include uno sportello psicologico. Tra le situazioni più critiche segnalate, famiglie con bambini malati oncologici e donne vittime di violenza. L’accoglienza temporanea, disposta con ordinanza del 7 agosto, ha una durata di 60 giorni.







