Continua da una settimana il presidio permanente degli attivisti di Spin Time, dopo lo sgombero dello stabile occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme, seguito a un incendio. Al termine dell’incontro odierno con le istituzioni, gli attivisti hanno lanciato un appello alla responsabilità istituzionale, chiedendo risposte certe sul futuro dell’immobile.
Nei prossimi giorni è previsto un nuovo tavolo tra Comune di Roma e proprietà dello stabile, decisivo per la sorte della comunità che da oltre dieci anni vive nel palazzo, casa di centinaia di persone e più di cento minori.
A sostegno della richiesta, gli attivisti citano una valutazione di impatto sociale condotta dall’Università di Milano-Bicocca insieme a Open Impact: a fronte di un investimento di 36,7 milioni di euro per acquisto e manutenzione, l’immobile genererebbe un valore sociale complessivo di 71,55 milioni di euro — quasi il doppio per ogni euro pubblico investito. Tra i benefici indicati: l’accoglienza di persone provenienti da 27 Paesi, un sistema di welfare multiservizio e l’azzeramento della dispersione scolastica tra i giovani residenti.
Gli attivisti sottolineano che regolarizzare l’esperienza di Spin Time chiuderebbe una fase di spreco di risorse pubbliche che, a loro dire, ha caratterizzato la storia dell’edificio dal 2004 fino all’avvio dell’occupazione. L’auspicio è che la trattativa si concluda con l’acquisto dell’immobile da parte del Comune, e per domani è stata rinnovata la chiamata alla mobilitazione.







