Arriva dal Tar del Lazio una nuova dichiarazione di legittimità della ‘gara-ponte’ indetta da Roma Capitale per l’affidamento di 31 concessioni balneari sul litorale romano per finalità turistiche e ricreative. A metà maggio scorso i giudici amministrativi decisero in tal senso alcuni ricorsi; oggi una nuova pronuncia riguardante un ricorso proposto da un operatore economico attivo nel settore della balneazione/ristorazione, concessionario di beni demaniali marittimi. La società ricorrente – lo ricostruisce lo stesso Tar in sentenza – aveva prospettato che Roma Capitale non avrebbe potuto indire una gara-ponte per il rilascio delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, in quanto la materia è interessata da una specifica normativa nazionale, con la conseguenza che l’oggetto della procedura avrebbe dovuto, tra l’altro, concernere il rilascio di titoli di durata non inferiore a cinque anni.
In più, sempre secondo la prospettazione della società ricorrente, l’ente non avrebbe potuto, in assenza di una specifica copertura legislativa, stabilire l’obbligo di pagamento di una royalty in favore dell’amministrazione, ovvero di una quota percentuale del fatturato in aggiunta al canone di legge. Il Tar, premettendo come “la vicenda delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo è stata contrassegnata dal ‘travagliato susseguirsi’ di numerosi interventi del legislatore statale” e che in questo quadro non sono mancati tentativi di riforma complessiva del settore da parte del legislatore statale, ha poi focalizzato la sua attenzione sul chiedersi se Roma Capitale potesse indire una gara-ponte, quando era già vigente la disciplina statale di riordino della materia. “Al quesito, all’esito dell’approfondimento proprio della fase di merito – scrivono i giudici in sentenza – può darsi risposta positiva”.







