Un lungo comunicato degli Ultras biancocelesti richiama la storia del club e annuncia la decisione di disertare le partite casalinghe fino al termine del campionato dopo la gara dell’Olimpico contro il Milan, dove si annuncia un’ultima grande coreografia.
Un richiamo forte alla storia della società e all’identità del tifo biancoceleste, accompagnato da un annuncio destinato a far discutere. Con un lungo comunicato diffuso poco fa su internet (alle ore 12), la parte più calda della tifoseria organizzata della Lazio ha reso nota la decisione di proseguire con la protesta che sta portando e porterà all’assenza dagli spalti dello stadio Olimpico nelle partite casalinghe fino al termine della stagione.
Nel testo, i tifosi ripercorrono alcuni momenti simbolo della storia del club, citando figure storiche e passaggi che hanno segnato il percorso della società capitolina. Tra questi vengono ricordati il presidente Fortunato Ballerini, il generale Giorgio Vaccaro e lo storico scudetto del 1974 conquistato dalla squadra guidata da Tommaso Maestrelli. Nel comunicato trovano spazio anche riferimenti ad altri protagonisti del passato biancoceleste, come Eugenio Fascetti e Sergio Cragnotti.
Il messaggio richiama inoltre due nomi particolarmente legati alla memoria del tifo laziale: Vincenzo Paparelli e Gabriele Sandri, ricordati come simboli dell’attaccamento ai colori biancocelesti.
Nel passaggio conclusivo del comunicato viene annunciata la decisione, ma con l’invito rivolto a tutti i sostenitori della Lazio a riempire lo stadio Olimpico in occasione della partita contro il Milan, in programma domenica 15 alle 20.45, con l’obiettivo di creare un’ultima grande coreografia e sostenere squadra e allenatore.
Dopo quella gara, spiegano, per le restanti partite casalinghe della stagione i gruppi promotori della protesta non entreranno allo stadio. Una scelta definita “dolorosa”, ma ritenuta necessaria per manifestare il proprio pacifico dissenso nei confronti dell’attuale gestione societaria.







