Per anni il problema di Trastevere è stato il rumore, l’abuso di alcol, il degrado e le proteste dei residenti. Oggi, però, il livello dello scontro sembra aver superato una nuova e inquietante soglia: gli spari in mezzo alla folla. Quanto accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì in vicolo del Cinque rappresenta uno degli episodi più gravi registrati negli ultimi anni nel cuore della movida romana e riaccende il dibattito sulla sicurezza del quartiere.
La lite per un rimprovero finisce a colpi di pistola
Erano quasi le tre del mattino quando Pape Singane Mbodj, 26 anni, sommelier senegalese impiegato in un locale di via del Moro, insieme ad alcuni amici avrebbe rimproverato un uomo sorpreso mentre urinava contro la serranda di un negozio nei pressi di piazza Trilussa.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la reazione del 33enne Gabriele Giambartolomei, romano con precedenti per droga, sarebbe stata immediata: prima un colpo esploso in aria per intimidire il gruppo, poi un inseguimento lungo i vicoli di Trastevere culminato in una colluttazione durante la quale il giovane lavoratore è stato raggiunto da un proiettile al braccio. Ricoverato all’ospedale San Camillo, ha riportato una prognosi di circa 40 giorni.
Il presunto aggressore è stato rintracciato poche ore dopo dai carabinieri in piazza Sonnino. È stato arrestato con le accuse di tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco e detenzione di sostanze stupefacenti. Durante la perquisizione della sua abitazione sono stati sequestrati circa sei etti di hashish, una seconda pistola con matricola abrasa e una carabina, mentre l’arma utilizzata per il ferimento risulta ancora irreperibile.
Un episodio che cambia la percezione della movida
L’episodio segna un punto di svolta per Trastevere. Risse, aggressioni e accoltellamenti avevano già alimentato le preoccupazioni di residenti e commercianti, ma l’utilizzo di un’arma da fuoco in una strada affollata rappresenta un salto di qualità nella violenza.
In quei minuti centinaia di persone affollavano vicolo del Cinque, via della Scala e piazza Trilussa. Il rischio che il proiettile potesse colpire altri passanti è stato concreto e rende evidente quanto fragile sia diventato l’equilibrio tra divertimento notturno e sicurezza pubblica.
Il nodo sicurezza e il nuovo decreto
La vicenda assume anche un forte valore simbolico perché arriva poche ore dopo il via libera del Consiglio dei ministri al nuovo pacchetto sicurezza, che introduce misure più severe contro i soggetti violenti nelle aree della movida, compresa la possibilità di ricorrere al fermo preventivo in specifiche circostanze previste dal disegno di legge. Trastevere è indicata da tempo tra le zone maggiormente attenzionate dalle forze dell’ordine proprio per l’elevata concentrazione di locali, turisti e fenomeni di microcriminalità.
Un quartiere sotto pressione da anni
La sparatoria non arriva in un contesto isolato. Negli ultimi anni Trastevere è stata al centro di numerosi interventi delle forze dell’ordine contro spaccio, baby gang e violenze notturne. I residenti denunciano da tempo una situazione sempre più difficile, fatta di schiamazzi fino all’alba, consumo eccessivo di alcol, vandalismi e degrado urbano.
Parallelamente, il Comune e la Prefettura hanno rafforzato i controlli nelle serate del fine settimana, aumentando la presenza di carabinieri, polizia locale ed esercito nelle aree più frequentate della movida. Tuttavia, l’episodio dimostra come la sola presenza delle pattuglie non sia sempre sufficiente a prevenire gesti improvvisi e particolarmente violenti.
Le indagini
Gli investigatori stanno ricostruendo ogni fase dell’accaduto attraverso le immagini delle numerose telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Resta da chiarire perché il presunto aggressore circolasse armato nel cuore della movida e quale fosse il motivo della sua permanenza a Trastevere quella notte. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella di una possibile attività di spaccio nel quartiere.
L’inchiesta prosegue anche per recuperare la pistola utilizzata durante l’aggressione, che finora non è stata ritrovata nonostante le ricerche effettuate nei cassonetti e lungo le banchine del Tevere. Il ritrovamento dell’arma potrebbe fornire ulteriori elementi utili alla ricostruzione definitiva dei fatti.







