Truffa del “finto carabiniere” a Roma: anziano sveglio tutta la notte, poi scatta la trappola

Dodici ore al telefono, una notte insonne e ottantadue anni sulle spalle. È la storia di un anziano romano che rischiava di perdere tutti i risparmi, e che invece ha contribuito in prima persona ad incastrare i suoi truffatori. È accaduto in zona Tor Tre Teste, nella periferia est della capitale.

Tutto è cominciato la sera precedente, quando l’uomo ha ricevuto una chiamata da un sedicente carabiniere. Il copione era collaudato: due persone erano state fermate per un presunto tentativo di furto ai suoi danni e, per “scagionare” il denaro sul suo conto, era necessaria una verifica. Da quel momento, i truffatori non lo hanno più lasciato solo: rimasti costantemente in linea, si sono assicurati che non avesse altri telefoni a disposizione, guidandolo passo dopo passo in ogni mossa.

Di notte, l’anziano è uscito per prelevare al bancomat. Due operazioni da 2.000 euro ciascuna, ma il plafond giornaliero ha bloccato il resto. La “maratona telefonica” è quindi proseguita fino al mattino, quando la vittima si è recata in banca per completare il prelievo. A quel punto è stato decisivo un dipendente dello sportello: insospettito dall’entità della somma richiesta, ha cominciato a fare domande. Alle sue si sono aggiunte quelle del direttore di filiale, fino a quando l’anziano ha capito di essere vittima di una truffa.

Da lì è scattata la controffensiva. Con il supporto della Polizia di Stato e la collaborazione della vittima stessa, è stata organizzata una trappola: l’uomo ha accettato di continuare a seguire le istruzioni dei malviventi, mentre gli agenti del V Distretto Prenestino lo affiancavano in casa. Nella scatola preparata per la consegna: 8.000 euro in contanti, i gioielli in oro custoditi in casa e il bancomat con il pin.

Quando il corriere — un altro sedicente militare — si è presentato alla porta e ha allungato il braccio per ritirare il pacco, si è trovato in manette. Il secondo complice è stato arrestato poco distante, a bordo di un’auto a noleggio: le chat recuperate dal suo cellulare lo hanno identificato come il protagonista della lunga maratona telefonica.

I due arrestati, un sessantatreenne di Catania e un trentaquattrenne di Napoli, sono ora indagati per tentata estorsione aggravata, sostituzione di persona e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha convalidato l’arresto con l’obbligo di firma nei rispettivi comuni di residenza.

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