È proseguito questa mattina il processo a carico di Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, accusato del duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia neonata Andromeda, trovate senza vita il 7 giugno dello scorso anno a Villa Pamphili. L’imputato, giudicato con rito immediato, deve rispondere di omicidio aggravato e occultamento di cadavere.
Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati diversi testimoni che avevano incontrato la coppia nelle settimane precedenti alla tragedia. Un addetto alla sicurezza di un ristorante di piazza Farnese ha raccontato di essere intervenuto il 21 maggio 2025 dopo la segnalazione di un uomo ferito e sanguinante: la giovane, ha riferito, aveva “la faccia triste di chi ha paura della persona che le stava a fianco”.
Anche il dipendente di un bar del centro, testimone di una lite che aveva coinvolto Kaufmann il 3 giugno, ha descritto la ragazza come “scioccata” e “pietrificata”, incapace di parlare o piangere, mentre l’uomo le intimava di stare zitta. Secondo il racconto, una pattuglia di polizia in servizio su via del Corso non era potuta intervenire perché impegnata in un altro compito.
Altri testimoni, commercianti del mercato di San Silverio dove la famiglia si recava spesso per mangiare e lavarsi, hanno invece descritto una coppia “distaccata”, che non parlava mai tra loro.
Nella prossima udienza, fissata per il 6 ottobre, è attesa la testimonianza dei genitori di Trofimova. Il pubblico ministero Antonio Verdi ha comunicato che dalla Russia non è ancora arrivata risposta sulla possibilità di un collegamento in videoconferenza. L’avvocato della famiglia, Mario Angelelli, ha spiegato le difficoltà economiche e logistiche dei genitori, residenti a Omsk, in Siberia, sottolineando come dalle testimonianze sia emersa “una relazione tossica” in cui la vittima appariva “totalmente succube”.







